Hej!
Ecchime qua.
Ho scoperto che ho le montagne intorno a Torino come panorama interiore. Ogni volta che qui in Svezia guardo verso nord-ovest e vedo delle nuvole bianche che s'innalzano dall'orizzonte le scambio per le montagne, che vedo da casa e dal mio ufficio al Poli, che vediamo in fondo alle vie che salgono dal Po.
Mi mancano e spero quando tornerò ad Aprile, nel viaggio da Bergamo a Torino, di poterle vedere alla mia destra.
Qui c'è molto vento, che amo, un po' gelido, così l'aria è tersa e quando torniamo a casa con Luigi, attraversando tre isole con relativi ponti, Stoccolma ci regala tutta la sua algida bellezza.
Lunedì siamo andati in piscina e c'era un tunnel che usciva all'aperto con l'acqua calda, come al Golf di Courmayeur (ricordate?). Siamo stati fuori ed era strano stare con il corpo al caldo e la testa al freddo. Di fronte il lago ghiacciato. Poi eravamo molto stanchi e ci siamo addormentati alle 21.
Qui le persone sono gentili, però hanno qualcosa di strano: non si incavolano mai, non alzano mai la voce, non hanno le parolacce (la peggiore è javler = diavolaccio e dro te helvete = vai all'inferno). Un posto tranquillo, ordinato, ma un po' gelido. Ottimo, veramente super, per lavorarci, un po' meno per viverci, specie nel buio invernale.
Ci fosse il teletrasporto passerei qui dalle 9 alle 18 dal lunedì al venerdì, il resto a Torino.
Stoccolma comunque non è la Svezia, è un po' come New York per gli USA. Pensate che il 37% degli abitanti di Stoccolma non è nato in Svezia.
Ciao
Franz Ludwigsson Wakharenberg
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