Breve sunto sulla scuola elementare qui: non c'e' il tempo pieno, si finisce all'una e poi c'e' il dopo scuola a pagamento (Fritids, che sarebbe free time), volendo fino alle 18. Niente compiti, neanche nel week-end. Niente voti.
L'andazzo e' molto piu' blando che da noi, di nozioni ne imparano molte di piu' in Italia, almeno alle elementari. La nostra amica italiana che vive qui da tempo si lamenta della scuola di sua figlia, perche' lavorano poco.
Il lavoro alle elementari pare sia di piu' sulla trasmissione di valori importanti (educazione, correttezza,onesta', riuscire a lavorare bene in team) che sulle nozioni.
Niente voti fino a tutta la scuola dell'obbligo (dai 7 ai 16). Dopodiche' pare inizi il lavoro duro. Al termine delle superiori (16-19) la scelta della facolta' universitaria cui eventualmente si vuole andare non e' libera, ma dettata dai voti. Se non si hanno buoni voti in una materia non ci si puo' iscrivere al corso di laurea che ha quella materia come principale.
L'istruzione in Svezia e' considerata molto importante e molti sono gli investimenti. Qualche tempo fa c'e' stata una trasmissione molto interessante di Riccardo Iacona che metteva a confronto
una scuola svedese con alcune italiane. Era interessante perche' andava in una scuola di un comune disagiato di Stoccolma, Rinkeby, dove vivono principalmente famiglie di immigrati. Il comune di Stoccolma (qui sono i comuni che decidono le politiche degli investimenti sull'istruzione) ha deciso di investire molto per la scuola di quel quartiere, ad esempio, assumendo i migliori insegnanti del paese.
Potete trovare la trasmissione qui , non so se consgliarvene la visione, a me non ha fatto molto bene.
Solo una citazione dal libro di Iacona:
«Sono convinto che se dai ai ragazzi una buona educazione, se li sai stimolare, puoi farli volare con te, più in alto possibile. Però devi arrivare al loro cuore per farti amare dai tuoi allievi e se sai farti amare nel verso giusto, ameranno anche ciò che tu ami. E loro lo sanno che cosa amo io: che cosa amiamo tutti noi?» «La matematica!» gridano in coro i venti studenti di una scuola media pubblica di Stoccolma. La scuola si trova a Rinkeby, il quartiere più povero della città, dove la stragrande maggioranza degli abitanti sono immigrati stranieri. Gli svedesi hanno deciso che la scuola media pubblica del quartiere più povero dovesse diventare la scuola più bella si Stoccolma e per fare questo hanno investito molti soldi. Hanno chiamato uno dei presidi migliori della città, il professor Borjie Ehrstrand, un simpatico signore alto un metro e ottanta, e hanno raccolto insegnanti bravi e motivati che per aver accettato di lavorare con ragazzi «difficili» ricevono anche un sostanzioso riconoscimento economico.
«Lo stipendio base è di 2100 euro al mese, ma qui si può arrivare fino a 3500 euro al mese» dice il preside mentre ci accompagna a vedere la bellissima biblioteca, il cuore dell'istituto.
Non so, non ho mai pensato che un bravo insegnante dovesse per forza essere un trascinatore, deve essere un bravo insegnante, preparato e motivato. Certo pero' se trovi una persona cosi', che accetta di lavorare in un posto difficile (ben pagato) beh,nulla da dire.
Tornando a noi, la pagella svedese e' fatta cosi'. Per ogni materia c'e' un riassunto del programma svolto e il giudizio che si differenzia in varie voci. Per l'inglese ad esempio c'e' listening,speaking,reading,writing. Per la matematica: comprensione dei numeri, simboli e figure,misure e dimensioni. Le altre due materie sono Scienze e Scienze Sociali. Quest'ultima comprende educazione civica e un programma specifico anti bullismo (Olweus program). Nel programma delle Scienze Sociali c'e' anche "insegnare a essere responsabli delle proprie azioni". Come tema specifico ora stanno lavorando su alcune figure importanti per il funzionamento della citta': poliziotti, pompieri,autisti dell'autobus. In realta' fanno anche musica, ma non c'e' il giudizio.
Per ogni materia ci sono due opzioni di giudizio:
- raggiungimento degli obiettivi
- raggiungimento incerto degli obiettivi (in questo caso l'insegnante puo' indicare se c'e' bisogno di un supporto)
Infine c'e' un commento complessivo sull'alunno, come da noi.
Il commento complessivo svedese su Luigi era praticamente identico a quello italiano. Luigi e' sempre Luigi e le maestre l'hanno inquadrato correttamente.
Una cosa carina e' che i bambini devono compilare una loro scheda di autovalutazione che comprende varie voci:
mi interessano le materie scolastiche, seguo le regole della scuola, partecipo alle discussioni in classe, mi trovo bene con i compagni, disturbo i compagni mentre lavorano,mi distraggo durante le lezioni, ecc.
Possono rispondere con le faccine: :-) , :-|, :-( . Mi hanno fatto vedere la scheda di Luigi e mi hanno detto che era stato molto onesto nelle risposte segnalando i problemi attraverso alcune faccine :-| ma nessuna :-( .
Quando sono arrivata a scuola per il colloquio con la maestra era circa l'una (di solito arriviamo dopo le cinque), Luigi era in cortile che giocava con i suoi amici. Quando mi ha visto mi ha detto :"Ma no mamma, devo gia' andare via?".
Che meraviglia, mi sono detta. Di solito quando arrivo e' da solo che si legge un Topolino e quindi vai col
senso di colpa sul fatto che l'hai strappato ai suoi amici, alle sue abitudini, insomma, cose da mamma.
Ieri (ma solo ieri, notare) mi sono ricordata che anche quando lo vado a prendere alle cinque in Italia e' da solo che si legge un Topolino....

